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,,,verso l'isola che non c'è!

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…Verso l’isola che non c’è!!!
 
Ci sono cose che sono indefinibili,  che appartengono al nostro animo più profondo, che albergano nel nostro immaginario, nelle nostre fantasie, nei nostri sogni; cose indefinite,  sopite, spesso sepolte,  appesantite dai  fardelli che la vita talvolta ci impone. Sono le corde delle emozioni, per lungo tempo appena mosse,  ma che in un attimo, da un momento ad un altro, quando meno te lo aspetti, vibrano come agitate e sconquassate, come travolte da un uragano,  ti senti come in una centrifuga e avverti in un attimo di esserci come non mai, di essere vivo, di non essere un semplice spettatore ma il protagonista di questa tua meravigliosa vita,  lucentissimo e vivo granellino del mondo!! Ecco questo è quello, anche se credo di non essere riuscito a pieno nella descrizione, ciò che ho sentito nel mio profondo ieri,  quando abbiamo condiviso con Daniele, malato di SLA, sua moglie, gli amici del loro gruppo e della nostra associazione SIL, l’uscita in barca sulla nostra” Primo Pensiero”, coronando il sogno di Daniele di tornare a vivere il mare!
Appena usciti dal porto, io ero ai comandi, si avvicina il mio amico Alessandro, medico, grande esperto di mare, uomo speciale,  che sicuramente ne ha viste più di tutti noi e mi dice: Claudio a me viene da piangere!!..
L’emozione è vero non ha voce, è sensazione silente che si scatena nel pianto liberatorio di uomini forti, come le lacrime che solcavano il viso di   Daniele, un gigante nella sua fragilità,  mentre il venticello leggero dato dal  nostro incedere facendo rotta verso la Torre della Meloria gli portava quei profumi e certo gli dava sollievo. In molti abbiamo pensato se gli sbuffi d’acqua che l’incedere della barca alzava dietro di lui fossero per lui un pensiero felice, se trovarsi in mezzo al mare davanti alla nostra scogliera possa essere stato uno spaccato di serenità, quanto vicini siamo stati? Certo più di molte altre volte, anche noi tutti, semplici comparse di un evento speciale, incrociavamo gli sguardi e sentivamo la vicinanza dell’altro, abbracci e pacche sulle spalle che restituivano brividi!
Voglio pensare che un giorno ci incontreremo tutti come alla fine della prorompente scia di una barca che nel perdersi lontano, alla fine del nostro  sguardo si quieta!!!
La mia testimonianza di questa intensa,  delicata, appena sussurrata giornata non poteva che essere emotiva e ha dato il senso a tante cose,  senso di appartenenza, di condivisioni forti, come dice di me la mia amica Caterina, in questo caso siamo stati un po’ ” anarchici, rivoluzionari e costruttivi ”e certo un po’ cresciuti tutti insieme…felice di aver navigato con tutti Voi anche con quelli che non c’erano, verso l’isola che non c’è!!!
 
Claudio